
Ciascuno è il risultato di esperienze, scelte, incontri, che segnano il passato, il presente ed il futuro. Ciò vale anche per la nostra cooperativa Fraternità Sistemi, che è frutto di una storia nata dall’incontro di persone che, condividendo i medesimi valori, nel tempo hanno avviato un cammino che prosegue ancora oggi, con modalità diverse perché coerenti con i cambiamenti della società, ma con gli stessi valori delle origini.
Ripercorrendo questa storia, grazia alla voce di Alberto Festa, memoria storica oggi presidente di Comunità Fraternità, si capisce quanto alcune figure in particolare abbiano lasciato il segno e quanto la cooperativa di oggi sia “figlia” della visione di queste persone.
Alle origini del mondo di Fraternità: Giuseppe Bergamini e Giovanni Borghetti
La storia di Fraternità Sistemi è un racconto che comincia ben prima di quando la cooperativa stessa ha preso forma, nel 2003. Le sue radici affondano negli anni ’70, in quel momento di risveglio sociale in cui, nella provincia italiana, un piccolo gruppo di uomini e donne decise di fare la differenza. Non si trattava solo di aiutare il prossimo; era qualcosa di più profondo, un impulso radicato nei valori di fraternità e di dedizione, frutto anche di una cultura cristiana in cui era radicata la convinzione che ogni vita umana valesse la pena di essere vissuta pienamente.
Tutto iniziò nei campi e nelle fabbriche di Ospitaletto, dove alcuni giovani iniziarono a dedicare le proprie serate, il tempo “rubato” alla famiglia e al riposo, per incontrare persone in difficoltà, gli emarginati della società. Tra loro, Giovanni Borghetti e Giuseppe Bergamini erano figure chiave che, sotto la guida di don Corrado Fioravanti, un prete milanese, posero le basi di un’idea. Don Fioravanti non parlava di carità come fosse un’elemosina, ma di una “fraternità” autentica, un movimento che affondava le radici nella speranza.
Quegli anni furono un seme di solidarietà che, nel tempo, si ramificò. Nel 1976, Bergamini e Borghetti ricevettero dal Comune di Brescia il Premio Pietro Bulloni, noto ancora oggi come il “premio della bontà”, assegnato a chi fa qualcosa di straordinario. Fu un riconoscimento che aveva il sapore di un’investitura: la loro missione era chiara, e il cammino appena cominciato. Due anni dopo, nel novembre del 1978, la prima casa di accoglienza apriva le sue porte nella zona Chiusure di Brescia, grazie a Valentino Pasini, che mise a disposizione gli spazi necessari. Era un rifugio di emergenza, una sorta di “pronto soccorso umano” dove si offrivano il minimo indispensabile: un letto, un piatto caldo, e, a volte, qualche spicciolo per sopravvivere.
Ma Bergamini e Borghetti capirono presto che non bastava: l’accoglienza doveva andare oltre la prima notte, oltre il primo pasto. Per dare davvero dignità a chi cercava aiuto, era necessario anche offrire un lavoro, una chance concreta per risalire la china. L’11 febbraio 1980 nacque così la cooperativa Fraternità, un’organizzazione che si prefiggeva l’obiettivo di creare un circolo di solidarietà e di opportunità senza scopo di lucro. Ben presto, aprirono una seconda casa a Ospitaletto e iniziarono a organizzare laboratori di assemblaggio, corsi di alfabetizzazione, formazione professionale.
Nel giugno 1989, con l’inaugurazione della sede in via Trepola, si aggiunsero nuovi servizi: il centro di accoglienza per minori in difficoltà, un vivaio, una comunità educativa per giovani, un punto vendita di fiori e piante. Bergamini e Borghetti non si fermavano mai: ogni nuova sfida diventava un nuovo tassello, ogni problema una nuova possibilità di costruire un ponte verso il futuro. Nel corso degli anni ‘90, il loro progetto cresceva, coinvolgendo sempre più persone e ampliando le possibilità di inserimento lavorativo per chi era in difficoltà.
Tappa fondamentale di questo percorso, capace di segnare un capitolo anche nella storia italiana, fu la firma della convenzione con il Comune di Brescia – sindaco allora era Andrea Trebeschi – per rendere strutturale la collaborazione che vedeva la cooperativa al servizio della comunità per lavori sul verde, di manutenzione, che diventavano l’opportunità di dare una seconda opportunità a persone emarginate. Era il 1984 è quella è stata la “madre” di tutte le convenzioni tra un Ente Pubblico e la cooperazione sociale.
Quando Giovanni Borghetti morì nel 2000, lasciò dietro di sé un vuoto immenso e un’eredità morale altrettanto grande. Quello che lui e Bergamini avevano costruito era ormai un sistema strutturato, una rete di cooperative, ciascuna con una propria specializzazione, accomunate però dagli stessi valori.
La nascita di Fraternità Sistemi: la lungimiranza di Luigi Chiari
Poi venne il 2003 e, con esso, una nuova tappa del percorso. In quell’anno nacque ufficialmente Fraternità Sistemi, un’evoluzione moderna del sogno dei fondatori, una cooperativa sociale pensata per effettuare inserimenti lavorativi offrendo servizi per gli enti locali.
Questa scelta nacque dall’esigenza pratica di trovare delle occupazioni che fossero meno faticose fisicamente per persone fragili fisicamente, per le quali lavori come quelli della manutenzione del verde diventavano faticosi da affrontare.
Primo presidente fu Luigi Chiari. Il suo percorso in Fraternità era iniziato con il servizio civile, insieme ad Alberto Festa, nel 1984. Chiari vedeva lontano: capì che la gestione di servizi tributari per i Comuni potevano essere un’opportunità per creare nuove possibilità di lavoro, in linea con l’anima solidale della cooperativa. Sapeva che Fraternità Sistemi poteva diventare un’opportunità per chi non l’aveva mai avuta ed una fonte di supporto per la comunità intera.
La cooperativa è cresciuta negli anni, grazie alla rigorosa professionalità alimentata dalla formazione costante, e alla capacità di non discostarsi dai valori originari. Gli anni della grande crisi mondiale del 2008 e del 2012 non sono stati facili, così come un ostacolo fu la legge che imponeva alle cooperative come Fraternità Sistemi di dotarsi di un capitale sociale di 10 milioni di euro. Grazie alla credibilità costruita nel tempo, Chiari riuscì nell’impresa di ottenere da finanziatori il capitale necessario affinché Fraternità Sistemi potesse continuare il suo percorso.
La cooperativa è frutto di questa storia, di queste persone, da cui ha ereditato la sua doppia anima: quella della solidarietà, dall’imprimatur di uomini come Bergamini e Borghetti, e quella della capacità gestionale, incarnata da figure come Chiari. In Fraternità Sistemi convivono ancora quei due mondi: l’attenzione alla dignità di ogni persona e il coraggio di guardare al futuro con occhi nuovi.
Ecco una gallery con foto d’archivio sulla storia della cooperativa.