
Misurare il proprio impatto ambientale, comprenderne le cause e individuare le azioni necessarie per ridurlo: è questo l’approccio che guida Fraternità Sistemi nella redazione del Bilancio Ambientale 2025, pubblicato per il terzo anno consecutivo come parte integrante del percorso di rendicontazione ESG della cooperativa. Un documento che non si limita a fotografare le emissioni prodotte, ma rappresenta uno strumento di lavoro per orientare le scelte future.
Un metodo sempre più rigoroso
Il Bilancio Ambientale 2025 segna un’evoluzione significativa rispetto agli anni precedenti. In collaborazione con ClimatePartner, Fraternità Sistemi ha ampliato il perimetro di analisi e adottato una metodologia di calcolo ancora più dettagliata, conforme al GHG Protocol, lo standard internazionale di riferimento per la misurazione delle emissioni di gas serra.
L’analisi comprende oggi non soltanto le emissioni dirette e i consumi energetici delle sedi, ma anche una parte rilevante delle emissioni indirette generate lungo la catena del valore, come il pendolarismo dei dipendenti, i servizi cloud, i materiali operativi e gli spostamenti di lavoro.
Un lavoro di raccolta dati più accurato che permette alla cooperativa di conoscere con maggiore precisione dove si concentra il proprio impatto ambientale e di pianificare interventi realmente efficaci.
L’impronta carbonica del 2025
L’impronta carbonica complessiva di Fraternità Sistemi nel 2025 è pari a 646,12 tonnellate di CO₂ equivalente, corrispondenti a 2,71 tonnellate per dipendente.
Le emissioni si suddividono in tre grandi categorie:
- 53% emissioni dirette (Scope 1);
- 20% energia elettrica acquistata (Scope 2);
- 27% emissioni indirette (Scope 3).
L’analisi evidenzia come le principali fonti emissive siano legate alla natura stessa dell’attività della cooperativa. Al primo posto si colloca la flotta aziendale, indispensabile per garantire la presenza quotidiana presso gli enti locali distribuiti sul territorio nazionale. Seguono il pendolarismo casa-lavoro dei dipendenti e l’energia elettrica necessaria al funzionamento delle sedi e dell’infrastruttura informatica.
Misurare significa individuare dove intervenire
La forza del Bilancio Ambientale sta nella possibilità di trasformarli in azioni. L’analisi del 2025 conferma, ad esempio, che la mobilità rappresenta una delle principali aree su cui intervenire. Per questo, Fraternità Sistemi sta proseguendo il rinnovo della flotta aziendale con veicoli elettrici e ibridi: nel 2025 i chilometri percorsi con mezzi elettrici sono aumentati del 265% rispetto all’anno precedente, mentre cresce anche l’utilizzo delle motorizzazioni ibride.
Un altro passo importante riguarda la nuova sede di via Nisida, progettata secondo criteri di efficienza energetica e già dotata di impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia, riducendo progressivamente la dipendenza dalla rete elettrica.
Dalla rendicontazione alle strategie di miglioramento
Il Bilancio Ambientale rappresenta anche la base da cui partire per definire gli obiettivi futuri.
Tra le azioni individuate per il 2026 figurano il proseguimento della transizione della flotta aziendale verso veicoli elettrici e ibridi, l’estensione dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, il miglioramento continuo della raccolta dei dati ambientali e una maggiore attenzione alla riduzione dei materiali utilizzati.
Accanto a queste iniziative, la cooperativa ha introdotto un incentivo economico alla mobilità sostenibile per favorire l’utilizzo del trasporto pubblico, della bicicletta e degli spostamenti a piedi da parte dei lavoratori, integrando gli obiettivi ambientali con il benessere delle persone.
Per Fraternità Sistemi la sostenibilità ambientale è strettamente legata alla trasparenza. Pubblicare ogni anno il Bilancio Ambientale significa rendere conto ai soci, ai lavoratori, agli enti locali, ai clienti e al territorio dell’impatto generato dalle proprie attività e delle azioni intraprese per ridurlo.
Non un documento formale, ma uno strumento di responsabilità e miglioramento continuo, coerente con il percorso ESG avviato dalla cooperativa e con l’impegno assunto aderendo ai principi del Global Compact delle Nazioni Unite. Perché ogni scelta organizzativa può contribuire a costruire un modello di sviluppo più sostenibile, se viene prima misurata, condivisa e resa trasparente.