
Uno sguardo laddove non sempre è facile arrivare, per dar voce a donne che si trovano in condizione di particolare vulnerabilità. In occasione della Giornata internazionale della donna, lunedì 9 marzo alle ore 14.30 si terrà a Brescia il convegno “Libere Ristrette – La vittimizzazione delle donne detenute”, un momento pubblico di riflessione e conoscenza dedicato alle donne in condizione di particolare vulnerabilità: quelle ristrette nella sezione femminile dell’istituto penitenziario di Verziano.
L’evento è un’iniziativa del Ministero della Giustizia, della Corte d’Appello di Brescia, di Fraternità Sistemi, di Comunità Fraternità, Centro Antiviolenza Butterfly, Centro Antiviolenza Casa delle donne, con la collaborazione del Comune di Brescia. Il convegno rappresenta l’occasione per accendere l’attenzione su una realtà spesso poco visibile: quella delle donne private della libertà personale che hanno vissuto esperienze di violenza, relazioni disfunzionali e fragilità sociali, e che in carcere intraprendono percorsi di consapevolezza e ricostruzione personale.
Libere ristrette: il progetto a Verziano
L’iniziativa, che si svolgerà presso l’Aula Polifunzionale del Palazzo di Giustizia di Brescia di via Lattanzio Gambara, nasce per far conoscere il progetto Libere Ristrette, promosso, a Verziano, da Fraternità Sistemi in collaborazione con l’équipe educativa dell’istituto, il Comune di Brescia, la Rete Antiviolenza Territoriale, Comunità Fraternità.
Fin dalle origini, gli spazi di ascolto nati dall’esperienza del laboratorio di teatro sociale hanno rappresentato un importante osservatorio dei bisogni personali e collettivi delle donne detenute. Da questa esperienza sono nati servizi educativi strutturati dedicati alla genitorialità e alla rielaborazione delle relazioni violente o complesse.
Oggi il progetto comprende colloqui individuali, gruppi di confronto, incontri di sostegno alla genitorialità e uno sportello di ascolto attivo in sezione almeno due volte alla settimana. Attraverso questo spazio, le donne vengono accolte, orientate e accompagnate nella costruzione di percorsi personali che riguardano il ruolo genitoriale, i legami familiari e la rilettura della propria storia relazionale. Quando necessario, è possibile attivare interventi in collaborazione con i Centri Antiviolenza del territorio.
Il convegno del 9 marzo: temi e relatori
Al centro del convegno non vi saranno soltanto servizi e progettualità, ma soprattutto le voci delle donne che hanno attraversato questi percorsi, testimonianze dirette di cosa significhi vivere la genitorialità a distanza, riconoscere e rielaborare esperienze di violenza e ritrovare spazi di ascolto anche all’interno dell’istituto penitenziario.
Il programma dell’incontro prevede i saluti istituzionali di Giovanna Di Rosa, presidente della Corte d’Appello di Brescia; Guido Rispoli, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Brescia; Monica Cali, presidente del Tribunale di Sorveglianza; Angela Corvi, presidente del CPO presso il Consiglio Giudiziario di Brescia; Francesca Paola Lucrezi, direttrice degli istituti penitenziari di Brescia; Anna Frattini, assessora del Comune di Brescia con delega alle Politiche educative, Pari opportunità, Politiche giovanili e Sostenibilità sociale.
Seguirà la presentazione delle attività educative e di supporto del progetto Libere Ristrette, con interventi delle educatrici, delle operatrici dei centri antiviolenza, della polizia penitenziaria e con le testimonianze dirette delle donne coinvolte nei percorsi.
L’evento è a ingresso gratuito con iscrizione via e-mail all’indirizzo carla.coletti@fraternita.it