
Il 2024 si è aperto con una serie di novità normative di particolare rilevanza per chi si occupa di servizi tributari. Ha, infatti, preso il via sia la riforma dello Statuto dei diritti del contribuente che la riforma dell’istituto dell’adesione. Vista la rilevanza di questi temi e vista l’importanza che la nostra cooperativa attribuisce alla formazione e al costante aggiornamento su di essi, ad entrambi gli argomenti sarà dedicato un approfondimento specifico, all’interno del blog, per cercare di delineare le principali novità.
Partiamo con l’affrontare la riforma dello Statuto dei diritti del Contribuente, in vigore dal 18 gennaio 2024, quando è diventato operativo il decreto legislativo n. 219 del 30 dicembre 2023.
Riforma dello Statuto dei diritti del contribuente
Lo Statuto è uno strumento di legge, in vigore dal 27.07.2000, che fornisce gli elementi per la gestione dei rapporti tra pubblica amministrazione e contribuenti, definendo una serie di diritti e garanzie a tutela di questi ultimi.
Le nuove disposizioni incrementano gli obblighi in materia di chiarezza e trasparenza da parte dell’ente impositore, fissando contenuti minimi da includere nei documenti volti al recupero e introducendo nuovi passaggi da rispettare per l’avvio del procedimento accertativo, con lo scopo di acquisire ogni informazione necessaria al recupero, anche tramite il diretto coinvolgimento del contribuente.
Cosa cambia con la Riforma dello Stato dei diritti del contribuente
Tra le novità più importanti introdotte dalla nuova riforma si segnala l’obbligo di attivazione, a pena di annullabilità dell’accertamento, di un contraddittorio informato ed effettivo preventivo alla notifica dell’avviso di accertamento medesimo.
L’invito al contraddittorio ha lo scopo di favorire il confronto con il contribuente, in modo da risolvere eventuali criticità prima della formalizzazione vera e propria dell’avviso di accertamento, atto soggetto a possibile impugnazione e che potrebbe portare ad un contenzioso presso la Corte di Giustizia Tributaria.
Per l’attivazione del contraddittorio, l’amministrazione finanziaria è tenuta a comunicare al contribuente lo schema dell’atto impositivo, fornendo il termine di almeno 60 giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni o la presentazione dell’istanza di adesione.
Lo schema d’atto rappresenta una sorta di anteprima dell’atto accertativo e contiene gli elementi in base ai quali l’ufficio ha ricostruito la relativa pretesa impositiva. Al termine del procedimento l’ufficio emetterà l’atto di accertamento vero e proprio tenendo conto, se pertinenti, delle osservazioni eventualmente presentate dal contribuente.
Altro aspetto ampiamente sottolineato dalla riforma dello Statuto riguarda l’obbligo di motivazione degli atti; ribadendo l’obbligo di chiarezza si precisa che gli atti devono indicare, a pena di annullabilità, i presupposti di fatto, i mezzi di prova e le ragioni giuridiche su cui si fonda la pretesa impositiva. Viene inoltre rinnovato l’istituto dell’autotutela – strumento che permette di correggere gli errori commessi da parte dell’amministrazione finanziaria- prevedendo la possibilità di esercitare tale strumento in forma obbligatoria o facoltativa. Queste sono le principali novità introdotte dalla normativa, ma non le uniche. Fraternità Sistemi è al fianco degli enti locali per l’implementazione della riforma, anche attraverso momenti formativi di evoluzione, per l’applicazione corretta nell’interesse della gestione efficace dei servizi tributari.