
Secondo l’ultimo rapporto sulla parità di genere del World Economic Forum, nessun Paese al mondo ha colmato i divari di genere. Ci sono Paesi più avanzati, come Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia, che hanno chiuso un po’ più dell’80% del divario. In questa classifica globale, che copre 156 Paesi, l’Italia si posiziona al 63esimo posto e, se restringiamo l’attenzione alla sola componente economica, al 114esimo posto.
Eppure, le Nazioni Unite hanno inserito il raggiungimento della parità di genere tra gli obiettivi dell’Agenda 2030. Garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili, di cui potranno beneficiare le società e l’umanità intera è un processo globale e complessivo, che richiede l’impegno di ciascuno.
Rispetto a questo contesto, Fraternità Sistemi da sempre fa la sua parte, ponendo una particolare attenzione alla parità di genere sul lavoro e, in generale, alle donne, che sono la forza motrice del nostro mondo ed anche della nostra cooperativa, dove 215 dipendenti, ben 135 sono donne. Da sempre, ad esempio, abbiamo operato per garantire l’equità salariale basata sui livelli di competenza e merito, l’attenzione costante alle necessità delle lavoratrici e il riconoscimento di cariche di rilievo attraverso valutazioni esclusivamente meritocratiche.
Ora ci mettiamo ulteriormente alla prova, perché vogliamo che sia un ente esterno, indipendente, a valutare il nostro lavoro sulla parità di genere.
Certificazione della parità di genere: come funziona
Il mondo del lavoro, in generale, gioca un ruolo fondamentale nel raggiungimento della parità di genere. Qui, infatti, si misura la parità tra uomo e donna sul fronte reddituale, nonché in termini di crescita professionale su base meritocratica. Sono anche i luoghi in cui si sperimentano forme di welfare “integrativo” per la famiglia, attraverso la conciliazione dei tempi per il lavoro e per la famiglia.
Consapevoli dell’importanza che i luoghi del lavoro rivestono in questa importante partita, anche a livello governativo è stata incentivata l’adozione di politiche aziendali e buone prassi volte a favorire la parità di genere buone prassi, purché misurate secondo standard internazionali.
In particolare, la normativa prevede che, su base volontaria, le imprese possono richiedere il rilascio della certificazione dagli organismi accreditati presso Accredia (ai sensi del regolamento CE 765/2008) che operano sulla base della prassi UNI/PdR 125:2022. Di cosa si tratta?
Il codice UNI/PdR 125:2022 indica le linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere che prevede l’adozione di specifici Key Performances Indicator (KPI – Indicatori chiave di prestazione) inerenti alle politiche di parità di genere nelle organizzazioni. In particolare, prevede la misura, la rendicontazione e la valutazione dei dati relativi al genere nelle organizzazioni con l’obiettivo di colmare i gap esistenti nonché incorporare il nuovo paradigma relativo alla parità di genere nel DNA delle organizzazioni e produrre un cambiamento sostenibile e durevole nel tempo.
All’interno delle organizzazioni, ciò si traduce in: opportunità di crescita in azienda e parità di retribuzioni; politiche per la gestione della genitorialità e della conciliazione vita-lavoro; politiche di gestione dei processi aziendali.
In particolare, la prassi UNI/PdR 125:2022 prevede l’adozione di specifici KPI in relazione a 6 aree di valutazione:
● cultura e strategia;
● governance;
● processi Human Resources;
● opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda;
● equità remunerativa per genere;
● tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
L’ente esterno provvede alla misurazione delle performance e arriva a certificare l’effettiva parità di genere al termine di un percorso complesso.
Fraternità Sistemi, un passo ulteriore per l’equità
Una volta ottenuta la certificazione comunque viene mantenuto un monitoraggio annuale; inoltre, ogni 3 anni la certificazione deve essere rinnovata.
Perché affrontare questo iter? Innanzitutto, perché l’equità di genere è uno dei valori che ci guida da sempre e che abbiamo sempre perseguito, per cui la certificazione andrà a sancire qualcosa che già facciamo.
Inoltre, questo processo potrà fornire spunti per migliorare ulteriormente le politiche interne, laddove ci siano aspetti migliorabili o buone prassi da implementare.
Non da ultimo, dotarsi della certificazione avrà un impatto positivo sulle prospettive della cooperativa. Infatti, le modifiche al codice degli appalti del 2023 prevedono che le imprese certificate per la parità di genere possano ottenere punteggi aggiuntivi negli appalti pubblici, offrendo così a Fraternità Sistemi un vantaggio competitivo tangibile nel mercato delle gare d’appalto.
L’avvio di questo percorso rappresenta un passo significativo per avere la garanzia certificata di un ambiente lavorativo equo e inclusivo per tutti i membri della cooperativa sociale Fraternità Sistemi, nonché una crescita per tutti.