
Dopo il 2025, che ha segnato l’avvio del nuovo Piano Industriale 2025-2027 della cooperativa, il nuovo anno di Fraternità Sistemi si apre all’insegna della continuità con il lavoro già iniziato, nella prospettiva di rendere sempre più strutturali i progetti sociali, con uno sguardo attento alle fragilità emergenti, offrire risposte concrete per far crescere il territorio e proseguire nell’affiancamento degli enti locali con la professionalità di sempre.
Per avere un’idea di come sarà il 2026 di Fraternità Sistemi, ne parliamo con il presidente Andrea Zenoni.
Presidente, che tipo di anno è stato il 2025 per Fraternità Sistemi?
È stato un anno di passaggio importante. Con il Piano Industriale abbiamo messo a fuoco una visione più chiara su dove vogliamo andare e su come rendere il nostro lavoro sempre più coerente con i bisogni dei territori. Da un lato abbiamo consolidato il nostro ruolo di supporto agli enti locali, che resta una presenza quotidiana e fondamentale. Dall’altro abbiamo rafforzato la dimensione sociale della cooperativa, intercettando fragilità nuove e costruendo risposte più stabili.
L’affiancamento agli enti locali resta centrale.
Assolutamente sì. Fraternità Sistemi continua a operare nei territori in cui è storicamente presente, accompagnando i Comuni nella gestione dei servizi con competenza, continuità e attenzione alle esigenze specifiche di ogni contesto. Allo stesso tempo, stiamo ampliando la nostra presenza in nuovi territori e abbiamo introdotto un nuovo servizio, per la digitalizzazione degli archivi. L’impegno è quello di unire competenze tecniche, che richiedono sempre più sforzo agli enti locali alle prese con la carenza di personale, con la capacità di leggere i bisogni delle comunità. Il nostro modo di operare non è mai solo “tecnico”: si basa sull’ascolto e su una collaborazione quotidiana che permette agli enti locali di affrontare le complessità amministrative con maggiore serenità ed efficacia.
Accanto ai servizi agli enti, cresce anche l’impegno sui progetti sociali. Perché?
Perché le fragilità cambiano. Oggi non parliamo solo di svantaggio economico o disabilità, ma anche di isolamento, difficoltà relazionali, percorsi di vita interrotti, giovani che faticano a trovare un posto nel mondo del lavoro, donne che escono da situazioni di violenza. Il nostro compito è leggere questi segnali e costruire risposte che non siano episodiche, ma capaci di durare nel tempo.
Un esempio importante è il lavoro in carcere. Cosa è cambiato?
Negli anni il teatro sociale e gli sportelli di ascolto negli istituti penitenziari di Brescia si sono dimostrati strumenti preziosi per far emergere bisogni profondi, soprattutto tra le donne detenute: temi legati alla genitorialità, alle relazioni, alla violenza subita, alla ricostruzione della propria identità. Per questo Fraternità Sistemi ha scelto di garantire continuità a queste attività, assumendo direttamente una risorsa dedicata. In questo modo il lavoro in carcere non dipende più solo dai bandi, ma diventa parte strutturale dell’impegno della cooperativa. Questo permette di costruire percorsi educativi più solidi e di lungo periodo, basati su relazioni che si sviluppano nel tempo e su un accompagnamento costante delle persone coinvolte.
Anche i giovani NEET sono una nuova sfida per la cooperativa?
Sì, ed è una sfida complessa. Molti giovani non studiano e non lavorano non per mancanza di volontà, ma perché hanno vissuto esperienze di fallimento, di esclusione o di disorientamento. Attraverso il servizio di digitalizzazione siamo riusciti a entrare in contatto con ragazzi e ragazze che da tempo erano fuori da qualsiasi percorso e, per alcuni, sono stati avviati dei tirocini. Non sono grandi numeri, ma sono segnali importanti: dimostrano che con tempo, ascolto e fiducia si possono riattivare percorsi di autonomia. Inoltre, siamo parte di una rete di cooperative bresciane per un progetto sull’inserimento lavorativo dei NEET, che si svilupperà nei prossimi mesi.
E per le donne vittime di violenza?
Abbiamo avviato un progetto che punta a restituire autonomia attraverso il lavoro, in particolare nel settore della sartoria. È un progetto che unisce formazione professionale e accompagnamento umano, in collaborazione con le realtà che operano sul territorio, con una importante solidità economica. A inizio febbraio, quattro donne vittime di violenza inizieranno un percorso formativo di quattro mesi presso la Cooperativa La fontana di Lumezzane, nostro partner in questo progetto.
Negli ultimi anni cresce anche la preoccupazione per le dipendenze, in particolare tra i giovani. Che ruolo può avere Fraternità Sistemi su questo fronte?
Le dipendenze, e in particolare la ludopatia, rappresentano una fragilità sempre più diffusa, soprattutto tra i più giovani. Non si tratta solo di un problema individuale, ma di una questione che coinvolge famiglie, scuole, servizi e comunità intere. Per questo riteniamo fondamentale investire anche sul piano della prevenzione e della consapevolezza. In questa direzione si inserisce la scelta di ripubblicare, in una versione aggiornata, il libro di Nadia Toffa dedicato al tema delle dipendenze, in collaborazione con la Fondazione che porta il suo nome. Nadia è stata una voce capace di parlare ai giovani con un linguaggio diretto, autentico, vicino alle loro esperienze. L’obiettivo è mettere a disposizione della comunità educante – famiglie, scuole, educatori, istituzioni – un supporto concreto per aprire spazi di dialogo con i ragazzi, intercettare situazioni di rischio e promuovere una maggiore consapevolezza.
Le persone al centro: anche il welfare interno fa parte di questa visione?
Sì, perché prendersi cura delle persone che lavorano in cooperativa significa rafforzare l’intera organizzazione. Nel 2026 saranno introdotte delle novità nei tradizionali strumenti di welfare, tra cui l’aumento dell’importo dei buoni pasto, il potenziamento dell’assicurazione sanitaria e gli incentivi per la mobilità sostenibile. Sono interventi concreti che migliorano la qualità della vita quotidiana e rendono il lavoro più sostenibile nel tempo.
Guardando al 2026, qual è la direzione di Fraternità Sistemi?
Vogliamo rafforzare il “cuore” professionale, rendere strutturali i progetti sociali e continuare a essere un punto di riferimento per gli enti locali, nei territori storici e in quelli nuovi, per affrontare insieme le sfide del presente e del futuro. Il nostro impegno quotidiano resta lo stesso: unire competenza, responsabilità e attenzione alle persone, costruendo valore per le comunità in cui operiamo.