
Avere una casa significa molto più che avere un tetto. Significa poter iniziare, o ricominciare, a costruire un progetto di vita. Lo dimostra il primo anno di attività del progetto di housing sociale attivato a Ospitaletto, reso possibile anche grazie a due appartamenti messi a disposizione da Fraternità Sistemi. Sei persone, tutte uomini soli in condizioni di grave marginalità, sono state accolte in questi mesi: due di loro hanno già concluso positivamente il percorso.
Il progetto si inserisce nell’ambito del PNRR e vede come capofila l’Azienda Consortile Ovest Solidale (ambito di Ospitaletto), in partenariato con l’Azienda Speciale Brescia Est (Rezzato e Flero) e con il Terzo Settore, che vede Comunità Fraternità come capofila, ed il coinvolgimento della Scalabrini-Bonomelli. Fraternità Sistemi ha dato il proprio contributo, mettendo a disposizione gratuitamente i due appartamenti, per un valore di 500mila euro.
Dalla casa all’autonomia: sei inserimenti, due percorsi conclusi con successo
Il bilancio di questo primo anno è positivo: sei inserimenti, quattro persone attualmente accolte, due che hanno completato con successo il percorso e trovato autonomia. Uomini soli, spesso provenienti da situazioni di grave marginalità: ex dormitori, situazioni di strada, auto utilizzate come abitazione di fortuna.
L’iniziativa si inserisce in un contesto territoriale – quello dei piccoli comuni – in cui l’emergenza abitativa è meno visibile ma non meno grave. Sono persone con fragilità complesse: problemi di salute mentale, dipendenze, disoccupazione di lunga durata, crisi famigliari, storie migratorie interrotte. In comune, l’assenza di un alloggio stabile e, spesso, di una rete di sostegno. Oggi, grazie a un’abitazione dignitosa, sono seguiti da una équipe socio-educativa che lavora a un progetto individuale per la ricostruzione personale, sociale e lavorativa.
Housing First: la casa come primo passo per ricostruire la vita
Il progetto si fonda sul principio dell’Housing First, un modello innovativo nel contrasto alla grave emarginazione, che mette al centro la casa come diritto umano fondamentale. Non si chiede alla persona di essere “pronta”, stabile o perfettamente inserita prima di accedere a un alloggio: è proprio l’abitazione a creare le condizioni perché quelle dimensioni si possano sviluppare.
Il patrimonio immobiliare della cooperativa è diventato un motore di inclusione sociale, offrendo valore a lungo termine non solo ai singoli ma all’intera comunità. E spesso, tutto comincia da una porta che si apre. Per questo Fraternità Sistemi ha partecipato attivamente a questa esperienza, in linea con la visione che da sempre anima la cooperativa: creare valore non solo economico, ma soprattutto relazionale e comunitario, generando un impatto sociale tangibile.