
Avrà un impatto importante il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per le lavoratrici ed i lavoratori delle cooperative sociali, in vigore da gennaio 2023 fino al 31 dicembre 2025.
Il Contratto regola regola i rapporti di lavoro all’interno delle cooperative sociali operanti nel settore socio-sanitario-assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo, così come normate dalla legge 8 novembre 1991, n. 381, e riguarda una platea molto ampia di lavoratori, circa 400.000 a livello nazionale, tra cui anche Fraternità Sistemi. Si tratta di un passo importante, sia per l’impatto sui lavoratori direttamente coinvolti, sia per la necessità di riaffermare l’importanza della cooperazione sociale e dei servizi per il territorio, nella costruzione di un welfare sussidiario.
Cosa cambia con il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro per le cooperative sociali
Entrando nei dettagli delle novità principali, ci sono diverse importanti modifiche da sottolineare.
Innanzitutto, è previsto un aumento contrattuale lordo distribuito in tre tranche tabellari (febbraio 2024, ottobre 2024, ottobre 2025). Questo aumento, che porterà le retribuzioni a crescere di oltre il 12% a regime, è un passo cruciale per mitigare gli effetti dell’inflazione sul potere d’acquisto dei salari, soprattutto considerando il contesto economico italiano.
A titolo esemplificativo, un lavoratore a tempo pieno inquadrato come livello C1 riceverà:
- 60 euro di aumento lordo a febbraio 2024,
- 30 euro di aumento lordo ad ottobre 2024
- 30 euro di aumento lordo ad ottobre 2025.
A partire da gennaio 2025, verrà anche istituita la quattordicesima mensilità, pari al 50% del valore di una retribuzione mensile. Questa misura rappresenta un ulteriore segnale del crescente riconoscimento economico per coloro che lavorano nei settori educativi, socio-sanitari e di inserimento lavorativo. Per il primo anno di entrata in vigore (da gennaio a giugno 2025) la quota lorda erogata nel cedolino di giugno sarà pari a 6 mesi di maturazione. A giugno 2026 la quota lorda erogata sarà a regime (12 mensilità, da luglio 2025 a giugno 2026).
Inoltre, sempre a partire dal 2025, sarà raddoppiata la quota destinata alla sanità integrativa, arrivando a 120 euro annui interamente a carico delle singole cooperative. Anche Questo ampliamento della copertura sanitaria rappresenta un beneficio tangibile per i dipendenti.
Col rinnovo del CCNL, sono previste anche più tutele per la maternità e, in generale, per le lavoratrici, che rappresentano la maggior parte di chi opera nella cooperazione sociale. In particolare, ci sarà l’integrazione al 100% del congedo di maternità obbligatorio, che fino ad oggi era riconosciuto all’ 80%.
Cosa succede ora? I prossimi passi del CCNL
Una volta firmato il contratto, parte il processo di attuazione e riconoscimento completo. I Comuni, gli Ambiti e le Regioni, ognuno nel proprio ambito di competenza, organizzano e offrono servizi ai cittadini, spesso affidandoli alle cooperative sociali: ora le procedure per l’affidamento dei servizi, regolate da normative specifiche, dovranno considerare gli aumenti globali dei costi del lavoro derivanti dal rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro per le cooperative sociali.
Il rinnovo del CCNL, con gli aspetti migliorativi apportati ai lavoratori, è un passaggio importante e molto atteso, che premia il lavoro delle cooperative sociali che, ad esempio attraverso gli inserimenti lavorativi di persone in difficoltà, creano un valore sociale per tutta la comunità.
Il rinnovo rappresenta quindi un’opportunità per sostenere e rafforzare il sistema di coesione sociale, riaffermando il valore originario della cooperazione sociale, come stabilito dalla Legge 381 del 1991, che mira a promuovere il benessere umano e l’integrazione sociale dei cittadini.