Normativa D.Lgs. 231/01 “Responsabilità Amministrativa dell’Impresa”

Breve illustrazione di cosa è, quali novità sono state introdotte e quali sono i reati da cui proteggiamo i nostri clienti grazie all’attenta applicazione di un chiaro modello di organizzazione.

Cos'è il D.Lgs 231/2001 e quali novità ha introdotto

Il Decreto legislativo 231/2001 ha introdotto nell’ordinamento italiano la responsabilità amministrativa degli “enti” (intesi come aziende) per gli illeciti compiuti da dipendenti ed apicali nell’interesse o vantaggio degli enti stessi.

A cosa serve il Modello 231

Il Modello 231 o MOG (Modello Organizzativo di Gestione) è un sistema di gestione che individua le procedure operative delle quali l’azienda deve dotarsi per regolare i propri processi sensibili, al fine di ridurre il rischio di commissione di determinati “reati presupposto”, tassativamente elencati in un cosiddetto “catalogo”, da parte di apicali e dipendenti a vantaggio dell’azienda stessa.

Sebbene, dal punto di vista giuridico, dotarsi di un Modello 231 non sia obbligatorio, a fronte del rapido e continuo incremento dei reati presupposto, questo strumento costituisce un rilevante elemento di garanzia sia per Fraternità Sistemi che per il Comune, che può avvalersi con fiducia di servizi di assoluta qualità sotto il profilo della sicurezza e della legalità.

I Reati da cui proteggiamo i nostri clienti:

Peculato (artt. 316 e 314 codice penale)
Appropriazione indebita di denaro o di altra cosa mobile, commessa da un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, in ragione del proprio ruolo. Ad esempio, vigiliamo che la Cooperativa riversi le somme ricevute, nell’ambito dell’attività di riscossione dei crediti dell’Ente.

Concussione (art. 317 codice penale)
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità. Ad esempio, controlliamo che gli esponenti della Cooperativa (dipendenti e non) non siano indotti a dare o promettere denaro o altre utilità (assunzione di un dipendente, stipula di un contratto di consulenza, scelta di un fornitore, ecc…) al fine di agevolare l’ottenimento di contratti di servizio con l’Ente.

Corruzione (artt. 318, 319, 320, 322 codice penale)
Reato commesso da un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che, nell’esercizio delle sue funzioni, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altre utilità o ne accetta la promessa. Ad esempio, presidiamo che la Cooperativa non offra o prometta denaro o altre utilità ai rappresentanti dell’Ente per ottenere servizi o altri corrispettivi, o che i nostri dipendenti non accettino offerte o promesse di denaro dai contribuenti, per far porre in essere un atto del proprio ufficio, o un atto contrario ai doveri d’ufficio nell’interesse della Cooperativa.

Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 codice penale)
Mancato o inesatto adempimento doloso volto a frodare lo Stato in esecuzione di un contratto di pubblica fornitura. Ad esempio, vigiliamo sulla chiarezza e trasparenza nei contratti e nelle forniture erogate.