
Utile oltre i 2,2 milioni di euro, fatturato di oltre 12 milioni, 235 dipendenti, di cui il 36,63% rappresentato da inserimenti lavorativi di persone in situazione di fragilità, ben al di sopra dell’obiettivo del 33% previsto dal piano industriale 2021-2024. Questi alcuni dei dati principali del bilancio sociale di Fraternità Sistemi, cooperativa sociale bresciana, presentati nel corso dell’assemblea annuale, che si è tenuta il 9 maggio. Un bilancio che non è solo la fotografia di un anno positivo dal punto di vista economico, ma che riflette anche l’identità della cooperativa e la sua capacità di generare valore sociale, promuovendo l’inclusione lavorativa e il benessere della comunità.
«È un documento che raccoglie i risultati importanti che abbiamo raggiunto e che, soprattutto, racconta chi siamo, la nostra identità, l’impatto delle nostre attività nei territori e nelle comunità in cui operiamo, in linea con i nostri valori fondanti», ha dichiarato il presidente Andrea Zenoni. «È stato un anno importante, di grandi risultati, innovazioni e investimenti che abbiamo realizzato insieme, mettendo sempre al centro le persone, nella consapevolezza che ciascuno, con la propria storia, la propria personalità, il proprio modo d’essere, contribuisce a tradurre nella quotidianità la mission della nostra cooperativa».
Solidità e progetti sociali: il bilancio del 2024
Il risultato economico, come sottolineato durante l’assemblea, non è un mero indicatore contabile: «Per quanto riguarda la nostra crescita, il 2024 si chiude con un ottimo risultato in termini di utile. Questo non è solo un dato puramente economico, ma si traduce nella disponibilità di risorse per continuare a crescere, migliorare le condizioni per i soci lavoratori e supportare la comunità nelle sue necessità sociali».
Cuore pulsante della cooperativa sono le persone. Una centralità che si esprime attraverso scelte concrete e sistematiche: «La centralità che ciascuna lavoratrice e ciascun lavoratore ricopre nella cooperativa è riconosciuta non solo in astratto, ma anche concretamente con lo sviluppo di una politica di welfare che, per il 2024, ha visto l’implementazione di politiche di premialità e valorizzazione delle risorse umane, con welfare aziendale, adeguamenti salariali e benefit. Per citare qualche esempio: il riconoscimento ai dipendenti dei buoni pasto, l’assistenza sanitaria integrativa e la premialità basata sui risultati ottenuti dalla cooperativa, con la sottoscrizione di un accordo sindacale di secondo livello per i premi di risultato, oltre al riconoscimento dei ristorni ai soci lavoratori».
Nel corso del 2024, Fraternità Sistemi ha anche investito in numerosi progetti sociali, per famiglie in condizioni di vulnerabilità economica, per l’housing sociale, per le donne vittime di violenza. Tra i nuovi progetti, la digitalizzazione dell’archivio della cooperativa, realizzata attraverso l’inserimento lavorativo di nove persone, come sperimentazione di un progetto più ampio destinato ad enti pubblici, come istituti penitenziari ed enti locali.
Il piano industriale 2025-2027
L’assemblea del 9 maggio è stata anche l’occasione per presentare il piano industriale 2025-2027, che definisce la traiettoria della cooperativa nel medio periodo. Gli obiettivi principali sono: il consolidamento dell’utile annuale a 2 milioni di euro, un obiettivo medio annuo del 35% di inserimenti lavorativi, e l’investimento strutturale annuale di 500.000 euro da destinare a progetti sociali.
«Nei primi anni abbiamo risanato alcune situazioni critiche che si trascinavano da tempo e consolidato la stabilità della nostra cooperativa: abbiamo aumentato il fatturato, il patrimonio netto, l’utile. Tutto ciò per tutelare e migliorare le condizioni lavorative di voi soci e dei lavoratori. Ora l’obiettivo è quello di riversare la nostra solidità sul territorio, per poter incrementare il nostro impatto sulla comunità e sul territorio in cui operiamo. Vogliamo investire per sviluppare nuovi progetti e servizi che permettano ai più fragili di avere una seconda possibilità e opportunità di lavoro, anche alle nuove fragilità che non rientrano nelle categorie individuate dalla legge 391/1991».
Tra i progetti già in fase di definizione vi sono quelli in co-progettazione con il carcere per favorire percorsi di reinserimento lavorativo.
Qui l’articolo pubblicato su Quibrescia.it.